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Il divario retributivo tra l’Italia e il resto del mondo sta spingendo le eccellenze sanitarie del nostro Paese verso una fuga senza sosta. Secondo le denunce del sindacato Nursing Up, Paesi come Svizzera e Canada hanno riaperto una vera e propria “caccia” ai professionisti italiani, offrendo condizioni economiche e benefit imbattibili.
Il confronto degli stipendi: Italia vs Estero
Il paradosso salariale è evidente:
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Svizzera: stipendi fino a 7.200 euro al mese, circa il 250% in più rispetto alla media italiana;
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Canada (Québec): offerte tra i 2.400 e i 5.100 euro netti, con inclusi voli, formazione linguistica e supporto per le pratiche di immigrazione;
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Italia: la retribuzione media resta ancora confinata sotto i 2.000 euro al mese.
L’impatto economico: un “regalo” all’estero da 200 milioni
Il fenomeno non colpisce solo il personale strutturato, ma inizia già nelle aule universitarie. Recruiter stranieri stanno intercettando gli studenti nelle università lombarde con proposte di pre-assunzione vincolante.
I dati elaborati da Hunters Group delineano uno scenario allarmante: 7.000 infermieri lasciano l’Italia ogni anno.
Verso il rinnovo contrattuale
Le richieste del sindacato sono chiare e verranno portate al tavolo delle trattative il prossimo 22 aprile:
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Adeguamento salariale straordinario per allinearsi ai parametri europei.
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Estensione del computo gratuito della laurea ai professionisti sanitari.
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Piano di retention per fermare l’emorragia di talenti verso l’estero.
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