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Dalla carenza di tecnici alla caccia ai profili strategici: le competenze nel solare sono diventate il nuovo motore finanziario della transizione energetica in Italia.

L’obiettivo del mercato solare italiano è ambizioso: raggiungere 80 GW entro il 2030 per guidare la transizione energetica del Paese. Tuttavia, dietro la corsa alle installazioni e ai megawatt, si nasconde un’insidia strutturale: la carenza di competenze specializzate. Non si tratta più soltanto di reperire installatori qualificati, ma di trattenere figure tecniche e manageriali sempre più decisive.

La migrazione delle competenze: da tecnici ad abilitatori strategici

Negli ultimi anni, la competizione per i profili migliori non riguarda più solo la filiera fotovoltaica o le aziende EPC (Engineering, Procurement and Construction). Oggi, anche società di consulenza strategica e istituzioni finanziarie cercano competenze nate sul campo per trasformarle in valore trasversale.

Quando un profilo tecnico passa alla consulenza, il suo ruolo evolve da esecutore ad abilitatore strategico. Tra le attività più richieste sul mercato troviamo:

  • due Diligence tecnica e di mercato: supporto per fondi e utility che valutano acquisizioni di portafogli di impianti solari.

  • Strategie di ingresso ed espansione: assistenza a gruppi industriali nel settore delle rinnovabili.

  • Piani di investimento finanziario: definizione dei budget sulla base di dati tecnici, normative e tempistiche reali dei progetti.

Secondo le stime attuali, circa il 65% delle aziende del settore renewables prevede uno shortage (carenza) di professionisti che potrebbe protrarsi fino al 2030.

I 4 profili più contesi nel settore fotovoltaico

Alcuni professionisti stanno diventando un vero e proprio bene raro per la crescita dei progetti. I più cercati dagli Head Hunter sono:

  1. Project Manager Utility Scale: esperti nella gestione di cantieri e commesse complesse.

  2. Permitting & Regulatory Specialist: figure essenziali per orientarsi nell’instabilità normativa italiana.

  3. Asset Manager & Analyst: professionisti in grado di tradurre le performance degli impianti in piani economici (O&M, revamping).

  4. Professionisti Finance con background tecnico: capaci di valutare la bancabilità di un progetto partendo direttamente dai dati di campo.

HR Strategy: come attrarre e trattenere i talenti energy

Questa evoluzione conferma che il fotovoltaico è ormai un asset maturo. Per le imprese della filiera, la pressione competitiva rappresenta un’occasione per ripensare la propria Value Proposition. Per trattenere i talenti non basta più offrire stipendi competitivi, ma servono:

  • percorsi di carriera chiari e definiti.

  • Investimenti strutturati nella formazione continua.

  • Dialogo costante con università e istituti tecnici.

  • Una gestione degli asset che consideri gli impianti non solo come manufatti tecnici, ma come strumenti finanziari.

Il punto di vista dell’esperto

Paolo Marchese, Industry Leader Energy Division di Hunters Group, precisa:

“L’attrattività crescente dei professionisti delle rinnovabili non è un fenomeno passeggero. Riflette la maturazione del settore, la centralità delle rinnovabili come asset e la persistente scarsità di figure specializzate. Per le aziende che operano nel mercato del fotovoltaico, comprendere come attrarre, trattenere e valorizzare queste competenze non è più un’opzione, ma una strategia industriale indispensabile per vincere la sfida della transizione energetica.”

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