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L’industria automobilistica vive oggi una rivoluzione profonda. L’elettrificazione e l’obiettivo “impatto zero” guidano questo cambiamento globale. Quando parliamo di leadership, cultura e sostenibilità Volvo, queste trasformazioni sono inevitabili protagoniste. In questa puntata di Leaders Voice, ospitiamo Michele Crisci, Presidente e AD di Volvo Car Italia.

Crisci si definisce una “voce fuori dal coro”. Volvo punta con forza sulla sostenibilità integrale. L’azienda non si limita ai motori elettrici. Essa cura con attenzione anche le fasi costruttive e i materiali delle vetture. In Italia, questo approccio significa spesso remare controcorrente.

Cultura e curiosità: le basi della visione a lungo termine

Per Michele Crisci, la cultura nasce dalla curiosità. Bisogna voler comprendere l’origine dei fenomeni senza fermarsi alla superficie. La cultura si nutre della vita privata: libri, viaggi e una navigazione consapevole in rete. Comprendere il passato è infatti il requisito fondamentale per progettare il futuro. L’autenticità del passato costituisce la base per l’innovazione. Crisci vede l’innovazione come la creazione di un ponte, non come una rottura. La coerenza strategica e valoriale sostiene questo legame tra la storia del brand e le sfide future.

Il sacrificio strategico: l’addio al diesel

Volvo ha dimostrato la propria coerenza con una scelta radicale: l’abbandono della motorizzazione diesel. L’azienda considera questa tecnologia antiquata e inquinante. Molti concorrenti vendono ancora volumi enormi di motori diesel, ma Volvo ha scelto una strada diversa.

Questa mossa ha comportato la rinuncia a fette importanti di mercato. Tuttavia, questa decisione combatte il green washing e garantisce un posizionamento solido nel lungo periodo.

Il nuovo modello di leadership: il direttore d’orchestra

L’evoluzione dell’auto riflette un cambiamento profondo nella leadership. In passato, il CEO era un “one man band”. Oggi, il leader deve invece saper ascoltare moltissimo. Il leader moderno somiglia a un direttore d’orchestra. Il team (l’orchestra) è diventato l’asset più importante. Un buon leader stimola la fiducia reciproca e accetta i “no” dei propri collaboratori. La sfida principale è mantenere una “visione d’elicottero”. Bisogna alzare la testa dai dettagli quotidiani per guardare al lunghissimo termine.

L’ingegneria culturale e la gestione del cambiamento

Crisci identifica il CEO ideale come un “ingegnere culturale”. Il suo compito non è spegnere incendi come un pompiere. Egli deve invece mettere a norma la casa affinché l’incendio non scoppi. L’obiettivo è mitigare i problemi attraverso la crescita culturale dell’organizzazione.

Il cambiamento va guidato con consapevolezza. Non servono soluzioni affrettate. Prima di innovare, un leader deve conoscere il team e interiorizzare la cultura aziendale. Cambiare senza conoscere il passato e il presente è un rischio troppo alto.

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