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Negli ultimi anni il settore energy ha smesso di essere soltanto un comparto industriale. Oggi significa trasformazione geopolitica, pressione sugli investimenti, digitalizzazione, sicurezza infrastrutturale, ridefinizione dei modelli operativi e capacità di prendere decisioni in contesti sempre più instabili e interconnessi.

La transizione energetica non sta cambiando soltanto tecnologie e mercati. Sta cambiando radicalmente il modo in cui le organizzazioni lavorano, collaborano, prendono decisioni e guidano programmi complessi.

In questo scenario si inserisce il percorso internazionale di Breanne Gellatly, manager con oltre vent’anni di esperienza tra Europa, Nord America e APAC, sviluppato nei punti in cui execution, stakeholder management e trasformazione devono convivere ogni giorno. Nel nuovo appuntamento di “Dietro le quinte del Management”, abbiamo parlato di leadership nella transizione energetica, gestione del cambiamento e di quella parte invisibile del management che determina il successo di un’organizzazione.

Mettere ordine nella complessità dell’Energy

Dietro titoli come programme management o stakeholder coordination c’è un lavoro molto concreto. Gran parte del ruolo di Breanne Gellatly consiste nel mettere ordine dentro la complessità. Nel settore energy convivono continuamente componenti tecniche, finanziarie, regolatorie, operative e strategiche che devono muoversi nella stessa direzione.

Il management smette così di essere soltanto coordinamento di attività e diventa capacità di creare connessioni tra mondi diversi. Un ingegnere guarda un problema in un modo, il business in un altro, il finance in un altro ancora. Se queste dimensioni non collaborano, il rischio è che anche progetti molto validi si blocchino.

La sfida del management contemporaneo è creare allineamento e continuità anche quando il contesto continua a muoversi. Non attraverso il controllo o la rigidità, ma tramite coordinazione, fiducia, chiarezza e capacità di tenere insieme persone, competenze e obiettivi differenti.

Un’evoluzione trasversale: dall’ingegneria al finance

Il percorso professionale di Breanne si è sviluppato lateralmente all’interno del mondo energy: dall’ingegneria meccanica alla progettazione di parchi eolici e solari, fino alla gestione operativa dei progetti, della sicurezza, degli aspetti ESG e, successivamente, della componente finanziaria e contrattuale.

Questa evoluzione le ha permesso di sviluppare una visione ampia e integrata dei progetti complessi. L’esposizione trasversale ha costruito uno dei suoi punti di forza principali: la capacità di comprendere linguaggi diversi e far dialogare mondi che, nelle organizzazioni, spesso faticano a parlarsi davvero.

Instabilità globale e sostenibilità dei progetti

Negli ultimi anni, il settore ha dovuto confrontarsi con un forte livello di instabilità. Breanne porta l’esempio dell’offshore wind negli Stati Uniti, dove i cambiamenti politici e strategici hanno avuto un impatto immediato sulla percezione del rischio e sugli investimenti.

Quando si parla di energia rinnovabile spesso si pensa soltanto alla sostenibilità. In realtà esiste una componente finanziaria molto importante. Sono progetti che richiedono investimenti enormi nella fase iniziale e, quando aumentano incertezza geopolitica, costo del capitale o cambiamenti normativi, il business case può cambiare rapidamente. La vera sfida attuale non è solo tecnologica, ma consiste nel capire come creare progetti sostenibili in un contesto globale in continuo mutamento.

Il rapporto tra leadership, ascolto e comunicazione

Uno degli insegnamenti più importanti del percorso di Breanne Gellatly nasce dall’esperienza maturata lavorando con team e fornitori internazionali in Corea. In contesti culturali molto diversi non sono ammessi disallineamenti, il che porta a una regola fondamentale: meglio over communication che under communication.

La leadership significa sempre meno controllo e sempre più capacità di creare chiarezza e fiducia. Uno degli errori più comuni è pensare che un leader debba avere tutte le risposte. Il leader guida la direzione, ma non è necessariamente colui che sa tutto; quando si lavora con team molto competenti, la cosa più importante è ascoltare davvero.

Parlando di un grande progetto sviluppato tra diversi Paesi asiatici, Breanne descrive quanto sia stato fondamentale affidarsi alle persone locali e comprendere le differenze culturali. Ogni Paese aveva un modo diverso di approcciare la conversazione, il rapporto con la confidenzialità e il confronto.

La responsabilità verso il futuro e il valore del team

Anche il tema della maternità ha cambiato il suo modo di guardare alla transizione energetica. La nascita delle sue due bambine ha reso ancora più concreto il concetto di responsabilità verso il futuro. La transizione energetica non riguarda solo i grandi progetti infrastrutturali, ma coinvolge il modo in cui viviamo quotidianamente: mobilità, consumi, abitudini e attenzione alle risorse.

Infine, Breanne racconta della sua lunga passione per il nuoto sincronizzato, uno sport fatto di coordinazione, disciplina, fiducia reciproca e capacità di muoversi insieme mantenendo equilibrio. Un’immagine che descrive il suo modo di vivere il lavoro in team, una dimensione vitale per collaborare con persone diverse e sentirsi parte di una squadra.

Dietro la complessità del settore energy, dietro le grandi trasformazioni infrastrutturali, i numeri e gli investimenti, continua a esserci un elemento profondamente umano: la capacità di ascoltare, di creare allineamento, di costruire fiducia e di riuscire a muoversi insieme, anche quando tutto intorno cambia velocemente.

Intervista a cura di Aurora Santese

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