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La testata Le Costruzioni ha dedicato un approfondito focus alla profonda trasformazione che sta attraversando il mercato dell’edilizia e delle infrastrutture. L’analisi evidenzia come l’evoluzione tecnologica e la sostenibilità stiano ridefinendo i processi operativi e le competenze richieste, spingendo il settore verso una gestione sempre più complessa e multidisciplinare.
Punti chiave dell’articolo
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Ecosistema tecnologico e transizione green: nel 2026 il cantiere evolve in un ecosistema integrato dove l’adozione del BIM e di software avanzati diventa un prerequisito fondamentale per governare tempi e costi, mentre la transizione ecologica orienta la domanda verso soluzioni di efficientamento energetico.
- Polarizzazione del mercato e profili chiave: si riducono i ruoli operativi d’ingresso a favore di figure ad alta specializzazione. Secondo l’Osservatorio di Hunters Group, cresce la richiesta di Project e Construction Manager, Ingegneri Civili, Architetti e profili HSE in grado di coniugare competenze tradizionali e strumenti digitali.
- Fabbisogno occupazionale e PNRR: per il periodo 2026-2029, sotto la spinta dei progetti legati al PNRR, si stima un fabbisogno occupazionale compreso tra le 226.000 e le 271.000 unità nella filiera delle costruzioni.
- Lo “Skills Gap” e la sfida del ricambio generazionale: emerge un forte disallineamento tra domanda e offerta; le imprese faticano a reperire circa il 55% dei laureati in ingegneria civile e architettura. Diventa quindi strategico investire sulla formazione continua, sulle competenze ibride e su politiche di attrazione più inclusive per superare anche il gender gap del settore.
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