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Hunters Group

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Il mercato del lavoro globale sta vivendo una metamorfosi senza precedenti, trainata dall’urgenza della sostenibilità ambientale e dall’introduzione di normative europee sempre più stringenti. In questa cornice di profondo rinnovamento, le professioni green si stanno posizionando come il vero motore del cambiamento, specialmente in un comparto storicamente ad alto impatto come quello delle costruzioni e dell’immobiliare.

Oggi, la sostenibilità non rappresenta più soltanto una scelta etica o un’opzione di Corporate Social Responsibility, bensì un pilastro strategico e normativo fondamentale. Le aziende che desiderano mantenere un vantaggio competitivo sul mercato devono necessariamente anticipare i trend normativi, investendo sull’attrazione e la valorizzazione di talenti specializzati, capaci di coniugare competenze tecniche tradizionali con metodologie ecocompatibili avanzate.

Che cosa sono i green jobs e perché ridefiniscono le HR

Per comprendere questa transizione, è utile chiarire che cosa sono i green job e quale impatto hanno sulle strategie di selezione. Se guardiamo alla definizione istituzionale, l’espressione green jobs ha un significato ben preciso: identifica tutte quelle posizioni lavorative volte a preservare o ripristinare la qualità ambientale, riducendo l’impatto di imprese e settori industriali fino a renderli sostenibili. Non parliamo più di ruoli di nicchia, ma di una trasformazione radicale delle competenze richieste trasversalmente a tutti i livelli aziendali.

Professioni green più richieste nel futuro: il caso del comparto edile

Il settore dell’edilizia si trova oggi di fronte a una responsabilità cruciale: secondo i dati più recenti, il comparto costruttivo è responsabile del 36% delle emissioni globali di CO₂, con un patrimonio immobiliare che per il 75% è considerato inefficiente dal punto di vista energetico. Per rispondere a questa criticità, la direttiva europea “Case Green” ha tracciato una roadmap ambiziosa: entro il 2030 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a emissioni zero, un vincolo che si estenderà agli edifici esistenti entro il 2050.

L’Italia è chiamata a recepire formalmente queste disposizioni entro la fine dell’anno in corso. Questo scenario impone alle direzioni HR e ai C-Level del settore Real Estate & Construction una revisione radicale dei propri organici. Per garantire la conformità e la sostenibilità dei progetti, nel panorama nazionale sono ormai centrali i Criteri Ambientali Minimi (CAM), che stabiliscono i requisiti ecologici obbligatori per la progettazione e gestione degli edifici pubblici, promuovendo il riciclo dei materiali e la riduzione drastica delle emissioni.

L’evoluzione metodologica si riscontra anche nella diffusione dell’approccio LCA (Life Cycle Assessment), uno strumento scientifico che permette di valutare quantitativamente l’impatto ambientale dell’intero ciclo di vita di un immobile. Parallelamente, si assiste a una rivoluzione dei materiali: i vecchi prodotti di origine petrolchimica stanno cedendo il passo a biomateriali innovativi quali la canapa, il bambù e gli scarti delle lavorazioni agricole.

“Il percorso del settore verso la transizione green si accompagna a un incremento della domanda di professionisti specializzati capaci di guidare le aziende nel ridisegnare processi, materiali e competenze. Investire nella sostenibilità significa oggi non solo rispondere alle normative europee, ma anche promuovere uno sviluppo sostenibile, equilibrato e duraturo. In questo scenario in continua evoluzione, saranno le aziende capaci di attrarre e valorizzare le professionalità giuste a guidare il cambiamento”.

Federica Cavagliano, Senior Manager Technical Division di Hunters Group

Le professioni green del futuro: i profili tecnici e digitali più cercati

La digitalizzazione e l’ingegneria ambientale stanno dando vita alle professioni green del futuro, ruoli in cui la componente tecnologica è imprescindibile per abilitare la sostenibilità su larga scala. All’interno di questa transizione, le aziende stanno focalizzando la propria ricerca e selezione su specifiche green jobs e figure professionali di alto livello:

  • Riqualificatore Energetico degli Edifici: è il tecnico specializzato (spesso un ingegnere o un architetto con formazione aggiuntiva in certificazione energetica) incaricato di effettuare la diagnosi energetica dettagliata dell’immobile, individuare le criticità e coordinare in cantiere gli interventi necessari al salto di classe energetica. La Retribuzione Annua Lorda (RAL) media si attesta sui 35.000 euro.

     

  • Green BIM Specialist: un profilo cruciale che unisce la modellazione digitale tridimensionale (tramite software d’avanguardia come Revit o ArchiCAD) alla simulazione energetica e all’impatto ambientale. Questa figura analizza l’orientamento dell’edificio, l’efficienza impiantistica e il ciclo di vita dei materiali già in fase preliminare di disegno. La RAL media per questa figura si aggira intorno ai 40.000 euro.

Strategia e finanza: le professioni green più richieste a livello manageriale

Accanto alle figure operative e ingegneristiche, la transizione ecologica richiede competenze di natura strategica, legale e finanziaria. Tra le professioni green più richieste dai grandi player del mercato immobiliare e dalle multinazionali emergono ruoli trasversali capaci di dialogare con gli stakeholder e i mercati finanziari:

  • Consulente per la Transizione Energetica Immobiliare: un profilo ibrido che opera a metà strada tra un project manager, un consulente tecnico e un facilitatore istituzionale. Supporta imprese, condomini, privati e la Pubblica Amministrazione nell’adeguamento normativo, gestendo l’accesso a bandi, incentivi e pianificazione degli investimenti a lungo termine. Registra una retribuzione media di circa 42.000 euro lordi all’anno.

     

  • Consulente ESG per il Settore Immobiliare: questa figura rappresenta la congiunzione tra sostenibilità e alta finanza. Ha il compito di integrare i criteri Environmental, Social, and Governance (ESG) nei piani industriali e costruttivi, curando la rendicontazione non finanziaria secondo gli standard europei e agevolando l’accesso ai fondi di investimento istituzionali “green”. La RAL media prevista per questo ruolo è di circa 47.000 euro.

Panoramica retributiva e focus competenze dei green jobs

Ruolo Professionale Green

Competenze Chiave / Focus Operativo

RAL Media di Mercato

Riqualificatore Energetico

Diagnosi energetiche, efficientamento immobiliare, coordinamento cantiere

€ 35.000

Green BIM Specialist

Modellazione 3D digitale, software Revit/ArchiCAD, simulazione impatto LCA

€ 40.000

Consulente Transizione Energetica

Project management, gestione bandi e incentivi, compliance PA e privati

€ 42.000

Consulente ESG Immobiliare

Finanza sostenibile, compliance criteri europei, rendicontazione societaria

€ 47.000


Il ruolo dell’Headhunting nell’attrazione dei talenti della sostenibilità

In un contesto caratterizzato da uno shortage di competenze specialistiche, l’identificazione e l’inserimento in azienda di questi profili richiede una metodologia di ricerca diretta e un network consolidato. La scarsità di figure professionali con una solida esperienza in ambito CAM, LCA e criteri ESG rende i processi di selezione tradizionali poco efficaci.

Le aziende che intendono guidare il cambiamento devono strutturare piani di attrazione (Talent Attraction) e pacchetti retributivi competitivi, allineati ai benchmark di mercato, e promuovere un brand aziendale autenticamente orientato alla sostenibilità.

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Dicono di noi: l’impatto dell’analisi sulle professioni green sui media nazionali

L’indagine condotta da Hunters Group in merito all’evoluzione delle competenze legate alla transizione energetica ha suscitato forte interesse nel panorama editoriale italiano. Di questo tema strategico per il mercato del lavoro hanno parlato anche le seguenti testate giornalistiche: