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Hunters Group

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Il sistema sanitario nazionale sta affrontando un’emorragia di talenti senza precedenti. Secondo uno studio di Hunters Group, ripreso dal sindacato Nursing Up, circa 7.000 infermieri italiani emigrano ogni anno verso Paesi stranieri, attirati da retribuzioni che arrivano a essere il quadruplo di quelle nazionali.

Questo fenomeno non rappresenta solo un’emergenza assistenziale, ma un vero danno economico per le casse dello Stato.

Il costo della fuga: 200 milioni di euro persi

L’Italia investe risorse ingenti nella preparazione delle proprie eccellenze sanitarie, per poi “regalarle” ai mercati esteri. I dati sono allarmanti:

  • Costo di formazione: formare un singolo infermiere costa allo Stato circa 30.000 euro (dati CREA Sanità);

  • Recruiting aggressivo: Le università italiane sono diventate terreno di conquista per recruiter stranieri che propongono pre-assunzioni vincolate già durante il percorso di studi.

Il paradosso degli stipendi: Italia vs Svizzera e Canada

Il divario retributivo è la causa principale della fuga. Mentre in Italia gli stipendi restano fermi tra i 1.412 e i 1.900 euro lordi (dati ARAN), le offerte oltreconfine sono imbattibili:

  • Svizzera: oltre 7.200 euro lordi mensili (+250% rispetto all’Italia);

  • Canada (Québec): stipendi tra 2.400 e 5.100 euro, con benefit aggiuntivi come copertura dei voli, pratiche di immigrazione e formazione linguistica.

L’asimmetria dei diritti: il caso del riscatto laurea

Oltre alla questione salariale, il Nursing Up denuncia una grave disparità normativa riguardante il sistema previdenziale.

  • Il paradosso: la circolare INPS n°109/2025 riconosce il computo gratuito degli anni universitari agli ufficiali delle Forze Armate;

  • L’esclusione: infermieri, ostetriche e professionisti del SSN restano esclusi da tale beneficio, dovendo affrontare riscatti onerosi per gli anni di studio.

Le richieste per il rinnovo contrattuale

In vista del tavolo del rinnovo contrattuale previsto per il 22 aprile, il sindacato ha delineato obiettivi chiari per fermare lo “scippo” delle eccellenze italiane:

  • Piano straordinario di adeguamento salariale per colmare il gap europeo.

  • Estensione del computo gratuito della laurea a tutti i professionisti sanitari.

  • Chiarimenti urgenti dall’INPS sulla disparità di trattamento rispetto ai comparti militari.

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