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Nel management si parla spesso di crescita, risultati e leadership. Molto meno, invece, di come questi elementi si costruiscano nel tempo all’interno di contesti complessi e non lineari. In questo nuovo appuntamento della rubrica Dietro le quinte del Management, curata da Aurora Santese, Manager Finance, Legal, HR & Assessment Division, il confronto è con Elena Pinzi, Commercial & Business Development Director con oltre vent’anni di esperienza in contesti internazionali complessi.

Il suo percorso professionale, sviluppato tra luxury retail e hospitality in realtà come LVMH e Best Western Hotels & Resorts International, ha permesso di maturare una profonda competenza nello sviluppo di modelli di crescita sostenibili.

Il cambio di paradigma: da esecutori a leader

Uno dei passaggi più delicati nella carriera di un manager è il momento in cui si smette di “fare” per iniziare a “far fare”. Questa transizione sposta la misura dell’impatto professionale, che non dipende più dall’azione individuale, ma dalla capacità di far funzionare l’intera organizzazione.

Secondo l’esperienza di Elena Pinzi:

  • il valore delle persone: le persone non sono solo un fattore da gestire, ma la condizione fondamentale per generare risultati;

  • relazione e performance: i team danno il massimo quando si sentono visti e riconosciuti, un fattore che incide direttamente sulla qualità del lavoro;

  • la leadership trasformativa: nei momenti di incertezza, il ruolo del leader non è solo organizzativo, ma consiste nel ristabilire la fiducia e riallineare gli obiettivi.

Decision-making e responsabilità nei contesti internazionali

Lavorare in contesti internazionali significa spesso dover prendere decisioni in assenza di una soluzione perfetta, bilanciando gli interessi di molteplici stakeholder, team e clienti.

«Non esiste una scelta neutra, ogni decisione ha delle conseguenze», spiega Pinzi. «Ci sono momenti in cui devi decidere in tempi molto brevi. In quei casi è fondamentale riuscire a dare subito una direzione chiara e aiutare le persone a leggere la decisione in modo costruttivo».

Anche di fronte a scelte critiche, il ruolo del manager diventa quello di costruire una lettura costruttiva che permetta al team di riprendere il movimento, evitando l’inerzia organizzativa.

Evoluzione personale e coerenza valoriale

Il percorso manageriale richiede anche una forte evoluzione personale:

  • distacco emotivo: saper prendere le distanze dalle dinamiche che non aggiungono valore, evitando di prendere le situazioni troppo sul personale;

  • concretezza: l’attenzione è rivolta all’impatto reale e alla coerenza con i propri principi.

Essere un leader, come emerge dall’intervista, non significa semplificare la complessità a tutti i costi, ma saperci stare dentro. La vera differenza, dietro le quinte del management, la fa chi riesce a gestire la complessità senza mai perdere di vista la direzione e il valore generato per l’organizzazione.

Intervista a cura di Aurora Santese

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