
Durante un colloquio di lavoro si pone sempre molta attenzione al linguaggio verbale: cosa dire, quali errori evitare, come presentarsi. Parallelamente riveste altrettanta importanza quello non verbale, dominato dalla gestualità e che, in quanto spesso involontario poiché regolato dall’istinto, a volte può sfuggire al nostro controllo.
In un momento così importante e delicato, per quanto la spontaneità sia spesso la strada migliore, è bene porre attenzione ad una buona gestione della comunicazione non verbale per convincere l’interlocutore. Chi ci esamina sarà infatti portato ad analizzare questi aspetti per ricavare nel minor tempo possibile tutte le informazioni utili sul potenziale candidato: meglio quindi non lasciare niente al caso.
Gli elementi chiave della comunicazione non verbale
La stretta di mano
Nella nostra cultura ci si presenta stringendo la mano all’interlocutore: un colloquio non fa eccezione. Porgete la mano con cortesia e decisione. La forza ottimale? La stessa che ci mette il vostro interlocutore.
La posizione e la postura
La posizione assunta deve trasmettere ricettività e predisposizione all’ascolto.
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Composti: è segnale di professionalità e rispetto.
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Comodi: per evitare di continuare a spostarvi durante l’incontro.
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Aperti: osservate il selezionatore e rivolgete il corpo verso di lui, evitando braccia incrociate sul petto (segnale di chiusura).
Il discorso e la gestualità
Questa è la fase più incisiva. Utilizzare i gesti per accompagnare quanto stiamo dicendo aiuta l’efficacia della comunicazione. Evitiamo però gesti troppo ampi o scomposti. Ricordiamoci di guardare in modo diretto l’interlocutore: un viso sorridente aiuta qualunque relazione.
Gestire l’ansia a proprio vantaggio
Come si può gestire l’ansia durante un colloquio? Prima regola: non preoccuparsene. Un candidato estremamente tranquillo può manifestare scarso interesse. Essere emozionati è sano e ci dà la giusta energia. Ricordatevi che l’argomento del colloquio siete voi stessi: non potete non conoscere le risposte.
Leggere i segnali del selezionatore
Come possiamo interpretare i gesti di chi ci esamina?
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L’uscita: Curiamo sempre il congedo, ringraziando e rinnovando l’interesse per la posizione.
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Il segnale positivo: Se il selezionatore a fine colloquio guarda il CV con fare pensieroso, di solito indica soddisfazione e che sta già pensando ai futuri sviluppi.
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Il silenzio: Se non fosse particolarmente loquace nei saluti finali, niente paura: potrebbe solo essere già proiettato sull’impegno successivo in ufficio.