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L’evoluzione del mercato energetico impone oggi una riflessione profonda: la transizione ecologica non è più solo una sfida tecnologica, ma una questione di architettura organizzativa. I dati dell’Osservatorio di Hunters Group confermano una tensione strutturale tra la crescita esponenziale del settore e la cronica carenza di offerta qualificata.
Nel solo primo trimestre del 2026, la produzione da rinnovabili in Italia ha registrato un incremento del 27,8%. Tuttavia, questo volume di attività ha trasformato la ricerca di personale in un vero e proprio collo di bottiglia: la difficoltà di reperimento per i profili tecnici ha superato la soglia del 48%, con picchi del 65% per le figure di coordinamento.
Dall’approccio emergenziale alla pipeline di talenti
Per anni, il fotovoltaico è stato gestito con logiche di “urgenza”. Oggi, con l’obiettivo del PNIEC fissato a 131 GW entro il 2030, il paradigma deve cambiare. Come sottolinea Paolo Marchese, Area Manager e Industry Leader Energy Division di Hunters Group:
“Non cerchiamo più solo competenze generiche, ma profili ibridi capaci di sostenere pipeline progettuali pluriennali. L’agrivoltaico, in particolare, rappresenta la nuova frontiera dove l’ingegneria deve dialogare con l’agronomia per proteggere il Made in Italy agricolo e, al contempo, decarbonizzare il Paese.”
Le figure cardine della nuova Green Economy
La complessità dei progetti attuali richiede una sinergia tra competenze diverse, rendendo alcune figure professionali dei veri e propri asset strategici:
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I Progettisti del Suolo (Agronomi e Agro-ingegneri): Fondamentali per far sì che i pannelli solari non siano un ostacolo, ma un supporto alla resa agricola (riduzione stress idrico, protezione calore).
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Gli Architetti Normativi (Permitting Specialist): In un panorama burocratico complesso, sono loro a garantire che i progetti rispettino i vincoli paesaggistici e ottengano le autorizzazioni necessarie.
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Il Motore Operativo (Tecnici e Manutentori): La “messa a terra” degli impianti dipende dalla loro competenza tecnica, essenziale per la sicurezza e la longevità delle strutture.
Una geografia del lavoro in evoluzione
Il mercato non è uniforme. Se la Lombardia si conferma hub tecnologico e di ricerca, la Puglia e il Sud Italia diventano il laboratorio a cielo aperto per l’agrivoltaico su larga scala. Questa diversificazione richiede una mobilità professionale e una capacità di adattamento dei talenti senza precedenti.
Reskilling e Formazione: il ruolo degli ITS e delle Università
Il divario tra domanda e offerta si colma solo attraverso una pianificazione seria della formazione. Mentre le Università preparano la visione strategica (Ingegneria, Scienze Agrarie), gli ITS giocano un ruolo cruciale nel fornire tecnici pronti all’inserimento immediato. Il reskilling di figure provenienti da settori industriali tradizionali verso il comparto delle rinnovabili è l’altra grande leva per generare quei 150.000 nuovi posti di lavoro previsti per i prossimi anni.
Investire nel capitale umano significa, in ultima analisi, trasformare la transizione energetica da un obbligo normativo a una straordinaria opportunità di rigenerazione del mercato del lavoro italiano.
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