Hunters Group

Estimated reading time: 3 minuti

Press Room Business Community

L’agrivoltaico si sta affermando come modello vincente della transizione energetica italiana, capace di coniugare produzione di energia rinnovabile e attività agricola d’eccellenza.

Secondo il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), l’obiettivo è raggiungere 131GW di capacità rinnovabile entro il 2030. In questo scenario, l’agrivoltaico non è più una sperimentazione, ma una vera leva industriale che protegge le colture, riduce lo stress idrico e migliora le rese.

Il mercato del lavoro: un driver da 150.000 posti

L’espansione del comparto ha un impatto diretto sull’occupazione. Paolo Marchese, Area Manager e Industry Leader Energy Division di Hunters Group, sottolinea l’importanza strategica del settore:

“L’integrazione tra energia e agricoltura rafforza la competitività del Made in Italy. La transizione energetica potrebbe generare fino a 100.000 – 150.000 nuovi posti di lavoro in Italia nei prossimi anni. Osserviamo una domanda crescente di profili capaci di gestire competenze tecniche, ambientali e autorizzative.”

Le figure professionali più richieste nell’Agrivoltaico

Le aziende sono oggi alla ricerca di competenze verticali per gestire la complessità dei progetti. Ecco i profili chiave:

  • tecnici installatori e manutentori elettrici: responsabili della sicurezza, degli schemi elettrici e della produttività degli impianti.
  • Permitting Specialist ed Ingegneri Ambientali: figure essenziali per la gestione dei processi autorizzativi e la valutazione dell’impatto paesaggistico.
  • Agronomi e Agro-ingegneri: esperti che analizzano il suolo per garantire la simbiosi perfetta tra pannelli e coltivazioni.

Dinamiche territoriali: il divario Nord-Sud

Il mercato si muove a due velocità: il Nord (con la Lombardia in testa) si conferma come hub per la Ricerca e Sviluppo, mentre il Sud (specialmente la Puglia) guida l’installazione grazie all’elevata irradiazione solare e alla vocazione agricola del territorio.

Formazione e futuro professionale

Per chi desidera entrare in questo settore, la formazione è il requisito discriminante. Paolo Marchese indica i percorsi principali:

  1. lauree Magistrali: Ingegneria Energetica, Ambientale, Agronomia o Scienze Agrarie.
  2. Percorsi ITS: fondamentali per formare figure operative e tecnici specializzati nella gestione pratica degli impianti.

La capacità di attrarre e formare questi talenti sarà il fattore decisivo per consolidare la leadership dell’Italia nella transizione energetica.

Leggi l’articolo completo su Business Community!

Leggi anche:

Dal Blog di HG

Leader’s Voice, Trend Radar, Dietro le quinte del Management e notizie sul mondo del lavoro!