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L’agrivoltaico si sta affermando come modello vincente della transizione energetica italiana, capace di coniugare produzione di energia rinnovabile e attività agricola d’eccellenza.
Secondo il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), l’obiettivo è raggiungere 131GW di capacità rinnovabile entro il 2030. In questo scenario, l’agrivoltaico non è più una sperimentazione, ma una vera leva industriale che protegge le colture, riduce lo stress idrico e migliora le rese.
Il mercato del lavoro: un driver da 150.000 posti
L’espansione del comparto ha un impatto diretto sull’occupazione. Paolo Marchese, Area Manager e Industry Leader Energy Division di Hunters Group, sottolinea l’importanza strategica del settore:
“L’integrazione tra energia e agricoltura rafforza la competitività del Made in Italy. La transizione energetica potrebbe generare fino a 100.000 – 150.000 nuovi posti di lavoro in Italia nei prossimi anni. Osserviamo una domanda crescente di profili capaci di gestire competenze tecniche, ambientali e autorizzative.”
Le figure professionali più richieste nell’Agrivoltaico
Le aziende sono oggi alla ricerca di competenze verticali per gestire la complessità dei progetti. Ecco i profili chiave:
- tecnici installatori e manutentori elettrici: responsabili della sicurezza, degli schemi elettrici e della produttività degli impianti.
- Permitting Specialist ed Ingegneri Ambientali: figure essenziali per la gestione dei processi autorizzativi e la valutazione dell’impatto paesaggistico.
- Agronomi e Agro-ingegneri: esperti che analizzano il suolo per garantire la simbiosi perfetta tra pannelli e coltivazioni.
Dinamiche territoriali: il divario Nord-Sud
Il mercato si muove a due velocità: il Nord (con la Lombardia in testa) si conferma come hub per la Ricerca e Sviluppo, mentre il Sud (specialmente la Puglia) guida l’installazione grazie all’elevata irradiazione solare e alla vocazione agricola del territorio.
Formazione e futuro professionale
Per chi desidera entrare in questo settore, la formazione è il requisito discriminante. Paolo Marchese indica i percorsi principali:
- lauree Magistrali: Ingegneria Energetica, Ambientale, Agronomia o Scienze Agrarie.
- Percorsi ITS: fondamentali per formare figure operative e tecnici specializzati nella gestione pratica degli impianti.
La capacità di attrarre e formare questi talenti sarà il fattore decisivo per consolidare la leadership dell’Italia nella transizione energetica.
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